Dropbox e cloud ibrido: la soluzione perfetta con Buffalo TeraStation

Combinando un NAS con una classica soluzione di archiviazione pubblica, per esempio Dropbox, è possibile costruire in casa un sistema cloud ibrido che offre il meglio dei due mondi: ecco come fare.

Dropbox e cloud ibrido TeraStation

I servizi cloud: pratici ma con crescenti problemi

La praticità e la versatilità dei sistemi di archiviazione su cloud sono innegabili, sia per utilizzo personale sia per scopi lavorativi. La possibilità di sincronizzare i contenuti tra più computer e dispositivi mobile, la facilità con la quale si possono condividere file e cartelle andando oltre i confini delle propria rete locale, senza quasi mai dover lottare con la configurazione di router e firewall, sono vantaggi a cui difficilmente si può rinunciare in numerose situazioni. Se per lavoro abbiamo frequenti rapporti con aziende e collaboratori esterni e dobbiamo scambiare spesso grandi quantità di file, oppure singoli file di grandi dimensioni, la condivisione di una cartella su servizi come Dropbox o OneDrive, giusto per citare i due più noti, richiede pochi istanti. I “contro” di simili soluzioni, però, non mancano. Il primo diventa evidente se usiamo in modo intenso l’archiviazione su cloud: lo spazio messo a disposizione gratuitamente potrebbe esaurirsi in fretta, fino a dover necessariamente passare a un piano a pagamento che non sempre ci si può permettere. Il secondo, invece, riguarda le caratteristiche del client di sincronizzazione che possiamo installare sul nostro computer e che consente di mantenere costantemente allineate le copie locali dei file con quelle presenti sul cloud. La tendenza dell’ultimo periodo, soprattutto per Dropbox, è di aggiungere a questo client una quantità crescente di funzioni e accessori, per esempio per la collaborazione in remoto, che lo rendono sempre più pesante e gravoso per le risorse del PC.

New Dropbox
Servizi cloud come Dropbox stanno diventando sempre più evoluti, ma anche esigenti in termini di risorse.

La scelta del NAS

Se il problema dell’esaurimento dello spazio gratuito sul cloud si risolve “facilmente”, cioè pagando, per il client di sincronizzazione non ci sono alternative. È vero che si può decidere di fare a meno del client e utilizzare solamente l’interfaccia web di Dropbox, ma così si viene a perdere l’immediatezza d’uso e bisogna rinunciare alla sincronizzazione con le copie in locale dei file, su cui lavorare per esempio in assenza di connessione. Oppure si può decidere che è arrivato il momento, per la propria piccola azienda o studio professionale così come per la rete di casa, di attrezzarsi con un buon NAS con funzioni di file server, sul quale archiviare in modo sicuro tutti i propri file per potervi accedere da ogni computer, tablet e smartphone. Un buon NAS da scegliere, per esempio, tra le soluzioni di Buffalo, che ha recentemente celebrato i 15 anni di attività e il milione di unità vendute, come si può leggere qui. Esistono NAS di altri produttori che offrono una sconfinata serie di servizi che si spingono ben oltre l’archiviazione dei dati, con interfacce di controllo più raffinate di un sistema operativo per PC, ma i prodotti di Buffalo si distinguono proprio per l’affidabilità, la concretezza hardware e software e il buon prezzo, soprattutto considerando che sono venduti con i dischi fissi già montati al loro interno.

Buffalo TeraStation 1 milione

Collegare il NAS a Dropbox

Una volta deciso di affidarsi a un NAS come soluzione di archiviazione principale, rimane una questione da risolvere: la condivisione di file e cartelle con collaboratori e amici, o meglio con chiunque si trovi al di fuori della rete locale. In altre parole, nasce l’esigenza di ricreare quelle funzioni di condivisione e sincronizzazione, vitali per il lavoro a distanza tra più persone, che hanno contribuito proprio al successo dei servizi cloud come Dropbox. La soluzione, per fortuna, viene fornita dallo stesso sistema operativo di alcuni NAS che, proprio come accade per i prodotti di Buffalo, consente la sincronizzazione di una cartella dello stesso dispositivo con una cartella, o l’intero account, del servizio cloud. In questo modo sarà il NAS a collegarsi e a sincronizzarsi con Dropbox e quindi potremo eliminare del tutto il client di sincronizzazione del servizio cloud dal nostro computer. Per gestire i file da archiviare, basterà accedere alla cartella del NAS condivisa in rete locale con gli stessi strumenti del sistema operativo del PC o del Mac, sfruttando per esempio il protocollo di condivisione SMB. Per la condivisione di file e cartelle tramite Dropbox, basterà ricordarsi di operare direttamente dall’interfaccia web del servizio.

Dropbox e cloud ibrido rete
Per accedere alla propria soluzione di cloud ibrido, basta utilizzare i comuni strumenti di rete del proprio computer.

Ecco il cloud ibrido

La procedura per la creazione del cloud ibrido con Dropbox sul NAS di Buffalo, nel nostro caso una TeraStation 5410DN, è completamente guidata e richiede solo un minimo di attenzione per essere conclusa. Si avvia dal pannello principale di gestione del NAS, a cui si accede via web, nella sezione Memorizzazione Cloud: spostiamo il cursore del servizio cloud che ci interessa e seguiamo i passaggi per concedere alla TeraStation l’accesso al nostro cloud. Creiamo la cartella locale che dovrà essere sincronizzata, basandoci per esempio sulle impostazioni di condivisione di un’altra cartella già esistente, scegliamo la cartella di Dropbox da sincronizzare e confermiamo il tutto.

Dropbox e cloud ibrido: i vantaggi

Tramite questa procedura abbiamo dato vita al nostro cloud ibrido, costituito da una soluzione di archiviazione locale, cioè il NAS, collegato al servizio cloud e cioè Dropbox. I vantaggi rispetto al cloud puro, oltre a poter fare a meno del client di sincronizzazione sui singoli PC o Mac, sono molteplici. Prima di tutto, abbiamo aggiunto un ulteriore livello di backup ai nostri contenuti, poiché risiederanno contemporaneamente su Dropbox e sul NAS, quest’ultimo già intrinsecamente “sicuro” grazie alla configurazione con dischi fissi ridondanti. Secondariamente, i contenuti sono subito a disposizione di tutti i dispositivi in rete locale senza la necessità di doverli recuperare dal cloud e quindi da internet, con risparmio di banda e di traffico dati. In terzo luogo, per concludere, possiamo dedicare la cartella locale sincronizzata con Dropbox solo agli elementi da condividere con gli altri e spostare tutti i restanti contenuti nell’ampio spazio di archiviazione del NAS: potremmo accorgerci che, nella maggior parte dei casi, l’abbonamento al servizio cloud diventa inutile e ci si può accontentare del piano gratuito.

Fonte: prodotto in prova